La chiameremo Trinità?

Scusate la blasfemia, mi rendo conto che è anche venerdì Santo e che fare gli anticlericali in Italia oggi non va molto di moda. Ma, vista la via crucis del Pd che è iniziata il 25 febbraio scorso e non sembra sia conclusa, uno ci pensa. Prendete quindi quel che segue come parole laiche che non vogliono, e in nessun modo, toccare la sensibilità religiosa di nessuno.

Ma se fosse, semplicemente, la Trinità della politica?

Pensateci un attimo. Pdl, Pd e M5S ricordano rispettivamente: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Le tre ipostasi, fatte della stessa sostanza, cioè i tre partiti maggioritari italiani (checchè la definizione possa far inalberare i cittadini grillini) sono sullo stesso piano. Sostanzialmente paritarie, essenzialmente paritetiche.

Ora, il Padre è il creatore del cielo e della terra. Quello che, almeno negli ultimi 20 anni, ha tenuto le redini del paese. Nel bene o nel male, ma le ha tenute. Certo è vero, ultimamente c’è chi ha detto che i “nostri padri son tutti putt…” (questa sì che sarebbe blasfemia quindi mi fermo). Il Figlio è disceso sulla terra per cercare di salvare l’umanità, ma, detto tra noi, non sa nemmeno lui come fare. Infatti nel Getsemani esita, chiede aiuto, sta in colloquio con il Capo dello Stato per più di un’ora, spera che l’incarico di salvatore venga congelato. Lo Spirito Santo è un potere asettico, senza colore, neutro. Messo lì a vigilare ma che alla fine non conta molto. Vorrebbe, ma alla fine ha un ruolo marginale.

Nelle sacre scritture, a dominare è il Padre. Se lo Spirito Santo è sostanzialmente fuori da giochi, infatti, il Figlio sappiamo tutti che finisce crocifisso. Per buttarla in politica, invece, il Movimento 5 Stelle fa il duro e puro della situazione. Bypassando (per quanto possa essere possibile) Beppe Grillo, i pentastellati vogliono fare gli arbitri di una partita che non è ancora cominciata (come ha giustamente fatto notare Severgnini a “Le invasioni barbariche” qualche giorno fa). Il Pdl, che poi è Silvio Berlusconi, gongola felice. Non è sceso a patti, ma ha fatto le mosse giuste e può puntare il dito contro chiunque voglia. (Monti e Scelta Civica sono solo un corollario poco influente). E il Pd è morto e sepolto, pardon congelato, nelle mani di un Napolitano che vorrebbe salvarlo ma è difficile. Chissà se il terzo giorno resusciterà dai morti, io non credo.

di Claudia Osmetti

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