Il PD e la scheda bianca.

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Evidentemente il bianco va di moda. Il Pd ha fatto sapere, ieri, che alla riunione di Camera e Senato in programma per oggi voterà scheda bianca. Lo ha detto Enrico Letta cinguettando su Twitter (adesso si sentono tutti un po’ più blogger, un po’ più tecnologici, un po’ più tutto tranne che ridicoli, probabilmente). Dal canto loro, invece, i Pentastellati hanno le idee chiare e propongono fin da ora Fico e Orellana.

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 E dire che ieri era in programma un incontro Pd-M5S proprio con l’ordine del giorno dei nomi da presentare alle presidenze delle due Camere. Ma è “saltato per motivi tecnici”, parola di Vito Crimi. Fatto sta che Bersani ha confermato l’intenzione di rinviare de facto la nomina dei presidenti “per continuare a lavorare a un accordo”.  Con i grillini che non ne vogliono sapere e non sanno più come farglielo capire.

C’è da dire che anche Monti ha dato indicazioni ai suoi, non-proferite-nome. E alla scheda bianca sembra sia incline anche il Pdl che, di Silvio congiuntivato sprovvisto, oggi non esprimerà preferenze.

Ora, facendo due conti verrebbe da cedere allo sconforto. Non tanto per il fatto che in quasi un mese dal voto gli eletti di Montecitorio e Palazzo Madama non siano riusciti a tirar fuori uno straccio di nome da presentare per la propria piccola fazione. E nemmeno per l’ostinazione (leggi testardaggine, anche un po’ stupida) a correr dietro ad un consenso che lo capirebbe anche un bambino è quantomeno irrealistico. È la mancanza di coraggio a prendere una posizione che sgomenta. È il timore di andare per la propria strada, o almeno di provarci. E questi dovrebbero arrivare a Palazzo Chigi?

Già, tra fumate, schede e bandiere, il bianco va proprio di moda. Il bianco cadaverico.

di Claudia Osmetti – editorialista di Falcodestro.it

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