Acca Larentia, riaperte le indagini.

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Non solo le rivendicazioni – una audio, l’altra su alcuni volantini – ma anche l’esame della mitraglietta Skorpion trovata in un covo Br e usata, tra l’altro, per l’omicidio dell’economista Ezio Tarantelli. E su questa mitraglietta gli investigatori sono a caccia di impronte anche grazie all’ausilio delle nuove tecnologie.

A 35 anni dalla strage davanti alla sezione Msi di Acca Larentia, a Roma, costata la vita a due giovanissimi attivisti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta (un terzo attivista, Stefano Recchioni, sarebbe stato ucciso da un carabiniere alcune ore più tardi durante gli scontri con le forze dell’ordine che seguirono i due delitti), l’inchiesta riparte con nuovi e più approfonditi esami attraverso l’uso delle più moderne tecnologie investigative.

La mitraglietta Skorpion fu trovata nel 1988 in un covo Br a Milano. All’epoca fu accertato che era stata usata non solo per l’attacco ad Acca Larentia, ma anche per gli omicidi dell’economista Ezio Tarantelli, dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti e del senatore Roberto Ruffilli. Ed è anche su quest’arma che la Digos e gli esperti della polizia scientifica tenteranno di trovare nuovi elementi per risalire ai responsabili della strage avvenuta davanti alla sezione missina nel quartiere Tuscolano. In particolare, si cercheranno, così come per i volantini, impronte digitali e tracce biologiche, magari invisibili nel 1978, che potrebbero essere sfuggite all’epoca dei fatti.

La rivendicazione audio sarà, invece, utilizzata per delle comparazioni foniche con voci di personaggi che, in via di ipotesi, potrebbero aver avuto a che fare con il duplice omicidio. L’inchiesta sulla strage, affidata al pm Erminio Amelio, è stata riaperta da tempo sulla falsariga di quelle riguardanti gli omicidi dell’esponente di sinistra Valerio Verbano (22 febbraio del 1980) e di destra Paolo Di Nella (3 febbraio del 1983).

Una iniziativa caldeggiata da sempre da più parti a cominciare dal sindaco di Roma Gianni Alemanno il quale, proprio un mese fa, aveva rinnovato l’appello a riaprire le inchieste sui sei ragazzi di sinistra e gli undici di destra caduti negli anni di piombo ed i cui delitti sono rimasti senza colpevoli. In sostanza, per Acca Larentia, gli inquirenti vogliono verificare se da una rilettura dei vecchi atti e gli approfondimenti con tecnologie più sofisticate sia possibile trovare nuovi elementi utili per fare giustizia.

da Il Messaggero