Ciao Giorgio, ciao Segretario!

 

Non ha mai smesso di indicarci la via, ed ogni giorno, da 24 anni, osserva assorto e silenzioso, attraverso le nuvole, la sua amata Italia.
E’ un signore anziano, con i baffi bianchi, dal temperamento giovanile e dall’ eleganza inconfondibile.
Per tutta la vita ha provato a cambiare il Paese ridando voce e parola ai vinti, lavorando alla creazione della Destra in un’Italia sull’orlo della guerra civile.
Ha ingoiato rospi tremendi, subito l’onta dell’esilio, visto morire i suoi ragazzi in mezzo alle strade e tra le sue braccia.
E’ stato vicino, come nessun altro, alle madri di quei giovani, e con loro ha pianto i drammi di una gioventù “sbagliata”, sbagliata perchè “ribelle”, sbagliata perchè italiana.
Della sua Destra, ahimè, non sembra esser rimasto nulla.
Persino i suoi figli, custodi designati di un messaggio di libertà, lo hanno tradito e dimenticato. Uno dopo l’altro hanno abbandonato l’umile casa costruita insieme, per adagiarsi in incantevoli palazzi e poi liquefarsi come neve al sole.

Ma nonostante tutto Giorgio continua a guardare dall’alto la gioventù d’Italia e riesce persino a sorridere nel vedere un giovanotto tendere il braccio verso il cielo. Gli basta quel semplice saluto per rincuorarsi e capire di non aver lottato invano.

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