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Vittorio Feltri vai avanti così! I finti moralisti vanno smascherati dal primo all’ultimo

Gli insulti e le violente critiche piovute addosso al neo-direttore de “Il Giornale” Vittorio Feltri per il suo editoriale sul “finto-moralista” Boffo provano l’assoluta malafede di chi, in questi ultimi mesi, ha indagato col microscopio ogni singolo aspetto della vita privata del Presidente del Consiglio. I vari giornalisti di Repubblica e gli esponenti del Partito Democratico che oggi si stracciano le vesti per l’iniziativa di verità di Feltri sui peccati del responsabile de “L’ Avvenire” – coinvolto in torbide vicende omosessuali – dimostrano tutta la loro incoerenza, e quindi il livore rancoroso e acido diretto contro una persona sola, Silvio Berlusconi. Mentre per Boffo vale la regola della privacy e del rispetto della persona, per il Cavaliere dicerie, voci, insinuazioni e calunnie non dimostrate sono più che sufficienti ai fini di una condanna inappellabile.

Neppure i vescovi, bisogna dirlo, si sottraggono all’indecorosa difesa di chi ha alzato  il dito moralizzatore contro il Premier senza avere alcuna patente per farlo. Siamo ancora in attesa della smentita di Boffa circa l’articolo di Feltri: ma date le fonti riportate, è ben difficile che sia negata una sentenza di tribunale. Complimenti ai vescovi allora, che – pur sapendolo – hanno mantenuto al suo posto una persona di dubbia fama, pronto – con che coraggio! – a impartire lezioni di moralità ad altri.

A Vittorio Feltri va tutta la nostra solidarietà per un editoriale che non ha guardato in faccia a nessuno, e non si è piegato alla ragion politica che voleva un ammordibimento delle posizioni in vista dell’atteso incontro fra il Premier e il Segretario di Stato vaticano Card. Bertone. La parola d’ordine è smascherare i finti-moralisti che per troppo tempo hanno ripempito giornali e televisioni con prediche e discorsi antiberlusconiani, poggiati su informazioni non comprovate, il più delle volte false ed inventate, costruite ad arte con l’unico scopo di danneggiare il Cavaliere. E’ giunto il tempo della reazione, dura, implacabile, inflessibile, nei confronti degli articoli diffamatori di Repubblica, dell’Espresso, e di quanti si sono auto-nominati censori della morale, senza prima badare alla trave conficcata nei propri occhi. Le notizie sugli affari in nero di Ezio Mauro confermano, ancora una volta, che a sinistra non esiste alcuna superiorità, tantomeno morale. Avanti così: bisogna smascherarli e gettarli nel fango tutti, dal primo all’ultimo. Se la sono ampiamente cercata.

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