Oh, finalmente ci pensa Silvio. Non se ne poteva più del caos di queste ultime settimane, delle liti interne, dei distinguo, del controcanto continuo da parte dei soliti noti. L’assunzione di responsabilità, oltremodo necessaria, salva il PDL in extremis: se non fosse intervenuto il Cavaliere con un messaggio chiaro, forte, inequivocabile, il partito si sarebbe definitivamente liquefatto in pochi giorni, colpito a morte dai sabotaggi, dai tradimenti, dalle polemiche gratuite. Ora basta. E’ giunto il tempo delle decisioni definitive, del ristabilimento dell’ordine, della verità.
Lunedì Berlusconi dovrà assumere delle decisioni difficili, ma indispensabili: il PDL non può più permettersi un tasso di liti interne addirittura superiore a quello del PD. Gli elettori del centrodestra, sconcertati dalla nascita di mille correnti e correntine, chiedono, anzi pretendono, unità e coerenza, in nome dell’attuazione rapida del programma di governo, del rispetto dei patti. Chi intende tradire o solo scostarsi da questi patti, va accompagnato alla porta. Non ci sono altre soluzioni.
Ma non è detto che si arrivi alla scissione con i finiani, alla rottura irreparabile. Berlusconi sa bene che andare alle urne in questo momento sarebbe deleterio per il paese alle prese con la crisi. Fini sa bene che il suo peso politico è poca cosa, appena sufficiente per costituire nuovi gruppi parlamentari, ma del tutto inadeguato per inaugurare una nuova era politica e per stracciare il centrodestra berlusconiano. Insomma, i due sono quasi “costretti” a stare assieme, almeno fino alla primavera del prossimo anno.
Certo è che entrambi non sono disposti a cedere su tutto pur di mandare avanti il carrozzone. Gli ultimi giorni hanno mostrato come la convivenza sia per l’appunto forzata, innaturale, tanto sono ampie le distanze fra i modelli politici proposti. Berlusconi si sente ormai in diritto di chiedere il divorzio, e di attendere le successive mosse di Fini. Avrà il coraggio il Presidente della Camera di schierarsi con la sinistra? Quanti deputati e senatori saranno con lui? Si andrà alle urne prima dell’approvazione della Finanziaria 2010?
Non abbiamo la sfera di cristallo. Forse, ma resta una mera ipotesi, si creeranno due gruppi distinti, il PDL fedele al Cavaliere ed il partito finiano, pronto ad un sostegno esterno all’esecutivo fino alla prossima primavera, ma battagliero su alcuni punti essenziali (intercettazioni, principio di legalità, cittadinanza agli immigrati), ed in cerca di nuove alleanze in vista delle elezioni. Comunque non sappiamo come andrà a finire.
Un punto resta irrinunciabile: la necessità di un chiarimento definitivo che metta fine al caos. Il popolo di centrodestra non può più tollerare il disordine, la disorganizzazione, la perdita di tempo prezioso. Le idee sono inconciliabili? Si prenda atto di ciò, e si intraprendano percorsi diversi e distinti. E’ inutile continuare sulla strada dello stillicidio, del logorio quotidiani.


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