La sentenza sul Lodo Alfano determinerà il corso della Legislatura: analisi e prospettive

toghe_rosseCi siamo, il momento della verità è finalmente giunto. Domani, a meno di rinvii a sorpresa dettati da clamorose spaccature interne, la Corte Costituzionale emetterà il suo verdetto sul discusso “Lodo Alfano”, denominazione impropria per una legge che si limita a salvaguardare la serenità e l’onorabilità delle più alte cariche istituzionali nei confini del loro mandato, sospendendo – senza effetti sui termini di prescrizione – i processi penali a carico di Presidente della Repubblica, Presidente di Senato e Camera, e Presidente del Consiglio. Le previsioni della vigilia sono contrastanti; nessuno può sapere con certezza se la Corte si esprimerà per l’incostituzionalità della legge, di una parte di essa, o per l’assoluta validità della norma. In verità, prevalgono i vaticini negativi, e scure nubi si addensano sui destini del Premier Berlusconi e sul proseguio della XVI Legislatura repubblicana.

Se la Corte casserà il Lodo Alfano, il Cavaliere non potrà più giovarsi dell’ immunità in sede processuale, e sarà di nuovo oggetto delle persecuzioni giudiziarie portate avanti da ben noti tribunali, pronti a fare la “festa” al Premier e distruggerlo definitivamente sul piano personale. La condanna in sede civile della Fininvest, costretta al pagamento di una maxi-multa (pari alla straordinaria cifra di 750 milioni di Euro!), in favore della Cir di Carlo De Benedetti, non è altro che il primo, puntuale, inquietante segnale di quanto accadrà nel prossimo futuro. La vicenda del ”Lodo Mondadori” è intimamente intrecciata con quella del Lodo Alfano, e con le note polemiche che da mesi stanno letteralmente stracciando la reputazione del Presidente del Consiglio. 

Senza protezione alcuna, Berlusconi potrebbe subire un vortice infinito e defatigante di accuse, inchieste, processi, fino a determinarne l’inevitabile estinzione politica. Il verdetto dei giudici in questo senso è determinante per le sorti del Governo, della legislatura e del Popolo della Libertà, tutte collegate direttamente con quelle del Cavaliere, per troppo tempo padrone assoluto ed insostituibile del centrodestra italiano. Si parla già da qualche tempo di una mossa a sorpresa di Berlusconi per scompaginare ancora una volta i piani delle toghe rosse e della sinistra, e gettare all’aria gli attuali equilibri interni alla coalizione. Si dice – ma siamo nel campo della mera ipotesi – che in caso di bocciatura del Lodo si andrà dritti dritti alle urne in primavera, magari in concomitanza con le elezioni regionali.

Un modo per rilanciare la figura logora del Cavaliere, per rafforzare la sua leadership anche nei confronti degli avversari interni come Gianfranco Fini, e soprattutto per richiamare in armi un popolo di centrodestra inferocito a causa del tentato “colpo di stato” giudiziario della sinistra, facendo poi leva sull’assoluta inesistenza di una candidatura forte e credibile nello schieramento politico opposto, con un Bersani segretario solo da pochissimi mesi, un PD in preda alle faide interne, un centrosinistra ancora liquefatto.

Tale scenario, non così irreale, va tuttavia preso con le pinze. Le dichiarazioni odierne di Fini (“se cade il governo, si torna alle urne”) tendono a rafforzare l’attuale esecutivo, che non avrebbe quindi nulla da temere dal Presidente della Camera, indicato da alcuni come il capofila di una nuova maggioranza “presidenziale” o tecnica per traghettare il paese nel dopo-Berlusconi senza il passaggio alle urne. Anche in caso di stroncatura del Lodo, il Premier secondo Fini dovrebbe andare avanti senza preoccuparsi di inesistenti tradimenti e progetti di sostituzione in corso di legislatura. Il “grido di battaglia” dei leghisti è comunque sfumato dalle ragionevoli considerazioni di Bossi, che tende ad escludere cambiamenti radicali dello scenario politico e imminenti elezioni anticipate. E’ facile immaginare, semmai, uno scontro all’ultimo sangue fra Berlusconi e magistratura politicizzata, con una approvazione in serie dei progetti di legge su intercettazioni telefoniche, disarticolazione delle correnti del Csm, e riforma del processo penale. Se così fosse la legislatura sarebbe salva, ma certamente assai agitata dai torbidi e da battaglie apocalittiche fra politica e magistratura.

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4 Responses to “La sentenza sul Lodo Alfano determinerà il corso della Legislatura: analisi e prospettive”

  1. [...] Rif: Voto anticipato? La sentenza sul Lodo Alfano determiner

  2. Simone82 says:

    Mi sembra una lettura un po’ losca della situazione… Anche perché se il Lodo venisse in tutto o in parte (quella determinante) promosso dalla Corte, non è che è garantito che la Legislatura duri fino al 2013 e siano rose e fiori… Potrebbe anche avvenire il contrario, e cioè che di fronte ad un attacco senza paracadute dei settori eversivi del Paese, Berlusconi si rifugi ancora di più nel “Governo del fare” che ha contraddistinto la sua azione fino ad oggi…

  3. Cruel says:

    MAXI-MULTA??
    AHAHAHHHAHAHA è un indennizo, bauscia.
    Da quando tra privati ci sono le “maxi-multe”?
    Ma finitela di essere così apppossimativi e populisti.
    Proteggete i corruttori usando l’argomentazione del voto popolare e poi parlate di demagogia.
    Andate a farvi spiegare come come funziona e DEVE funzionare una democrazia reale.

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