«Tra le possibili strade che la politica ci offre esiste anche quella non traumatica di una separazione consensuale tra Fini e Berlusconi, con libertà per tutti di stare da una parte o dall’altra, secondo la propria storia e vocazione politica e la nascita di un nuovo partito di centrodestra che si riconosce nelle idee di Gianfranco Fini legato da un rapporto di coalizione col partito di Berlusconi e con il governo».
Continua Briguglio: «I parlamentari, i dirigenti e i militanti avrebbero così la possibilità di «scegliere liberamente, senza traumi, nel rispetto del patto con gli elettori».
E ancora – «Ritengo una soluzione del genere un’opzione possibile e ispirata a grande maturità politica, fermo restando che per quanto riguarda me e tanti amici, seguiremo le indicazioni che il presidente Fini esporrà nell’incontro dei parlamentari che si terrà martedì»
Le parole di Briguglio, che ho riportato in virgolettato, apriranno senza dubbio un vespaio nelle prossime ore. E’ oramai chiaro che l’ipotesi di una rottura all’interno del PDL non sia peregrina.
Il Presidente Fini ha rimesso in moto la macchina di Alleanza Nazionale, probabilmente infastidito dalle esitazioni di Berlusconi, che pare sottovalutare l’effettiva portata delle richieste avanzate dall’ex leader di AN.
Si va verso un’effettiva rottura? Nascerà il partito della Nazione? Lo potremo forse capire nelle prossime ore, quando il botta e risposta tra le parti avrà esaurito il suo corso.
Per me Fini può andare a quel paese. Io se fossi in Berlusconi farei una federazione con la Lega.
Sostanzialmente, caro Marino, l’ha già fatta.