Le regioni del centro Italia chiamate al voto a fine marzo 2010 sono Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio. Le prime quattro garantiscono ampie possibilità di vittoria al Partito Democratico, che deve comunque constatare un generale arretramento rispetto alle percentuali bulgare di soli 5 anni fa.
Le recenti Elezioni Europee ed amministrative, infatti, hanno segnato un sensibile calo del PD e in generale del centrosinistra nell’area appenninica e della bassa padana, in un quadro comunque favorevole alle forze progressiste. In certi comuni, dove un tempo i comunisti trionfavano con il 60, il 70 o anche l’80%, i consensi si sono attestati sul 50-55%, ovviamente più che sufficienti per vincere, ma senza i plebisciti dei tempi passati. Il centrodestra può ben sperare in percentuali dignitose in aree da sempre appannagio degli avversari.
L’unica regione contesa fra le coalizioni, e ambitissima dal punto di vista degli equilibri generali, è il Lazio, recentemente sconvolto dallo scandalo-trans e dalle conseguenti dimissioni del governatore Piero Marrazzo. Tipica regione toss-up, indecifrabile ed indeterminata, fino a qualche settimana fa, ora il Lazio pare scivolare nella casella del centrodestra, che può sfruttare fino in fondo la bufera interna al PD e la mancanza – almeno per il momento – di una candidatura alternativa a Marrazzo.
Il PDL è sul punto di ufficializzare la candidatura della sindacalista UGL Renata Polverini, molto gradita da Gianfranco Fini. Il centrosinistra in confusione, probabilmente, convocherà provvidenziali primarie per sbrogliare la matassa. Ad oggi è impossibile indicare i nomi dei potenziali candidati PD. Indecisi anche i centristi dell’UDC, attratti dalle sirene dei partiti maggiori, ma pronti a correre da soli per salvaguardare l’autonomia del partito. Tuttavia pare più probabile, nel caso, un apparentamento decisivo col centrodestra, in grado di garantire una facile vittoria alla coalizione.
Per quanto riguarda le Marche, s’è parlato a lungo di un clamoroso pick-up a favore del PDL, soprattutto nell’eventualità di una candidatura del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, apprezzato “uomo del fare”. In mancanza di conferme, tuttavia, la regione resta saldamente in mano ai democratici, che potranno forse contare sul sostegno centrista.
CENTRO ITALIA
Emilia Romagna: centrosx solid
La regione del neo-segretario PD Pier Luigi Bersani rimane rosso fuoco. Qui il PD può sperare in percentuali considerevoli, anche se lontane da quelle raggiunte nei tempi d’oro della sinistra italiana.
Toscana: centrosx solid
Come sopra. Il centrodestra punta ad un dignitoso 40%. Ancora da definire le candidature. Martini riconfermato?
Umbria: centrosx solid
Altra soddisfazione per il Partito Democratico (ormai ridotto a festeggiare per la semplice riconferma di regioni tradizionalmente progressiste nel “ridotto” appenninico).
Marche: centrosx solid
Con il tramonto della candidatura Bertolaso – forse mai realmente esistita – il centrosinistra vince facile.
Lazio: centrodx leaning
Finalmente una regione azzurrina in un centro colorato di rosso. Lo scandalo trans annienta la sinistra, costretta a cercare in tutta fretta un candidato sostitutivo di Marrazzo, dato per governatore riconfermato fino al giorno fatidico dell’arresto dei quattro carabinieri. In pole per il PDL Renata Polverini (ma con qualche residuo dubbio). Il PD si affida, ma senza grandi speranze, alle solite Primarie interne. Restano decisivi gli uomini dell’UDC, ago della bilancia nel Lazio e in molte altre regioni. In assenza di novità, comunque, il centrodestra resta il favorito della vigilia, ma senza sfondare. Il rischio di cambiamenti in corso d’opera è in agguato.





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