Una persona saggia, specie se di orientamento conservatore, dovrebbe avere un atteggiamento razionale verso la politica, considerata un mezzo per realizzare degli scopi precisi che si ritiene vadano a vantaggio dell’intera comunità.  Tuttavia, da tempo immemore, il politico non è solo un uomo che conquista con la sua capacità, la sua onestà e la sua intelligenza, ma anche e soprattutto un semi-dio al quale si affidono sogni e speranze spesso difficilmente realizzabili. Al giorno d’oggi l’aura mitica che circondava gli statisti di un tempo è diventata “pop” e il politico di successo una sorta di “rockstar”.

Tutti noi siamo affascinati dalla politica al punto che le nostre scelte a volte non sono dovute alla ragione, ma al sentimento o anche un “non so che” di fascino dal quale ci si sente conquistati.
Ad esempio, il sottoscritto ha potuto votare Fini o Berlusconi per calcolo, ma nei loro confronti è sempre stato freddo e perciò spietatamente analitico. Mi rendo conto di non avergliene mai fatta passare una. Con altri politici, invece, sono stato più di manica larga, vedi ad esempio leader stranieri quali Thatcher, Reagan, Bush Junior.

Per Reagan e Bush ha contato molto il sentimento. L’identificazione con una “certa idea” dell’America. Per la Thatcher, invece, confesso di aver subìto un vero e proprio fascino ammaliatore. Di quella donna mi colpì – e ancora mi colpisce – l’immagine, l’atteggiamento, lo stile, che ha esercitato un effetto maggiore delle stesse politiche, che paradossalmente sono passate in secondo piano. Se fossi stato inglese, confesso che probabilmente avrei votato per lei al di là delle liberalizzazioni o delle nazionalizzazioni. Era quel suo essere così decisamente “inglese”, nazionalista, e donna affascinante, anticomunista spietata, capace di tener testa ad un partito, alla canea di giovani da centro sociale, ai minatori, agli irlandesi e poi agli argentini, e poi agli stessi europeisti… Una donna che appena la vedi tu dici: “Che donna!”

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Magari non tutte le sue scelte politiche avrebbero favorito me, così lontano dal modello del giovante imprenditore rampante tipico del thatcherismo, ma l’avrei comunque accettato. Perchè? Irrazionalità.
Mi viene in mente un divertente sketch di Enrico Montesano che confessava di accettare di buon cuore l’aumento delle tasse quando a parlarne in tv c’era Carmen Lasorella e di reagire imbufalito quando a darne notizia era Vespa!

Cosicchè adesso mi trovo nella stessa situazione riguardo Sarah Palin. So poco di lei, ovvero quello che può saperne un italiano. Ma quella donna mi affascina, e non solo perchè è oggettivamente una bella donna. Mi affascina proprio come politico. Mi piace tutto di lei, magari non sarà preparatissima, questo onestamente non lo so, ma l’idea di vederla a capo del GOP o meglio ancora prima Presidentessa degli USA mi elettrizza.

Cosicchè tutti gli altri, da Romney ad Huckabee, oggi per me non esistono. Esiste solo Sarah Palin, la sua Alaska, la sua famiglia, i suoi trofei di caccia, le sue Bibbie. Io sono cattolico e lei evangelica. Eppure adoro quel modo di pregare il Signore, quel modo di difendere i valori, così diverso dal nostro e così tipicamente americano. Per questo, irrazionalmente, mi auguro di tutto cuore che vinca lei. Nonostante mi ritenga il contrario di un femminista, ma l’idea che l’America e l’Occidente possano essere guidati da una donna come Sarah Palin mi fa letteralmente im-paz-zi-re!

di Florian

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