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You Are Here: Home » Anduril, Falcodestro news » Vogliono uccidere Berlusconi. Per davvero

Vogliono uccidere Berlusconi. L’obiettivo ormai è nella loro mente malata, contorta, instabile. La lettera di minacce spedita al quotidiano Il Riformista, a firma delle “Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente” è solo la goccia che fa traboccare un vaso pieno d’odio, rancore e risentimento. Sono passati solo pochi giorni dall’inquietante scoperta di certe insane pulsioni da parte di militanti del Partito Democratico, pronti a scrivere pubblicamente, a cuor leggero, “possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?”. Siamo di fronte a pochi mitomani isolati, a poveri e innocui mentecatti? E’ difficile stabilirlo, ma senza dubbio questi segnali devono allarmare, perchè si accompagnano ad un clima politico rovente, ad accuse ed invettive indegne.

Non è possibile dimenticare, ad esempio, le sconcertanti affermazioni di Antonio Di Pietro, pronto a descrivere il Presidente del Consiglio come un dittatore, un liberticida, al pari di Mussolini, Hitler, Saddam, i peggiori mostri della storia, e ancora come un mafioso, un delinquente, un criminale. Frasi sprezzanti e livorose, assolutamente censurabili, che potrebbero scatenare per davvero la voglia di liberarsi, fisicamente, del “dittatore”, del “capo del regime”, del tiranno di Arcore. Non sarebbe il primo caso in cui  parole pesanti come pietre armano una mano omicida. Senza voler insinuare alcun sospetto circa le reali intenzioni di Di Pietro e dei suoi accoliti – sappiamo bene, ovviamente, che essi puntano alla fine solo politica del Premier – non è possibile tacere i rischi derivanti da tali dichiarazioni, fuori da ogni misura, molto vicine alla calunnia pura e semplice.

Berlusconi per alcuni ormai è il male assoluto, e non è difficile ipotizzare che qualcuno voglia stradicare questo “tumore” con ogni mezzo. E’ bene che tutti i politici, di maggioranza e opposizione, abbassino i toni. Compreso Di Pietro, che si arroga un inesistente diritto di criminalizzazione totale dell’avversario. Non vorremmo un giorno piangere per un atto terroristico o l’azione di un folle contro le istituzioni del nostro paese, elette democraticamente come rappresentanti della nazione.

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