La politica punta il dito contro i rave party illegali. Dopo la morte di una ragazza di 23 anni in un teknival organizzato in provincia di Lecce e di un israeliano di 26 che aveva preso parte ad un free-party nel Molise, cresce il partito trasversale di chi vorrebbe proibirli come già accade in Francia. Del resto già lunedì il sottosegretario con delega per la lotta alle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi, aveva invocato provvedimenti drastici contro gli organizzatori dei rave illegali, «che andrebbero perseguiti penalmente». A Lecce e Campobasso, intanto, proseguono le indagini sui due rave illegali: identificati gli organizzatori, e almeno 500 partecipanti. Ieri le autopsie sulle due vittime hanno fornito ulteriori elementi. Ad averli uccisi potrebbe essere stato un miscuglio letale di droghe.
http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_18/rave_sondaggio_a91eb690-8bc6-11de-a273-00144f02aabc.shtml
Sono assolutamente favorevole alla proibizione di queste cosiddette “feste” per i giovani che si traducono fin troppo spesso in gravi violazioni della legge (occupazione di suolo pubblico o privato, disturbo delle quiete pubblica, e soprattutto somministrazione non autorizzata di alcolici, spaccio di droga). Gli imbecilli che poi mescolano droga e alcool, non solo rischiano la propria vita (qualcuno potrebbe dire “pazienza, se la sono cercata”), ma mettono in pericolo quella degli altri (vedi il sangue versato in seguito ad incidenti stradali).
C’è chi critica il proibizionismo, ma la severità è d’obbligo quando si tratta di ordine, sicurezza, e – sopra ogni altra cosa – di salvaguardia della vita umana. I rave disturbano, sono fonte di illegalità, e come dimostrano gli ultimi, tristi episodi, causano la morte. Essi vanno pertanto perseguiti penalmente, e con durezza. Ovviamente, non devono mancare ulteriori campagne di sensibilizzazione e di prevenzione del fenomeno di abuso di droghe e alcolici, tramite campagne pubblicitarie e televisive, fondi per centri di ricreazione giovanile, e quanto necessario. Il divertimento, giusto e comprensibilissimo, non può però scadere nello sballo pericoloso e assassino.