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You Are Here: Home » Anduril, Falcodestro news, In evidenza » Il Golpe in Honduras e la politica estera di Obama

La notizia del golpe di Honduras, piccolo stato del Centro-America precedentemente guidato da un Presidenti molto vicino a Chavez e alle sue politiche neo-socialisteggianti, ci permette di indagare sulle mosse di politica estera dell’Amministrazione Obama. La questione iraniana resta ovviamente in primo piano, ma l’arrendevolezza e i cedimenti del Presidente statunitense appaiono palesi ed inquietanti anche in questo caso. Non siamo in presenza di un colpo di stato da parte di un dittatore o di forze militari pronte a scatenare caos, massacri generalizzati o repressioni.

Zelaya, secondo il giudizio di Corte e Suprema e Congresso del suo paese (organo di giustizia e assemblea parlamentare! non è poco…), ha violato più volte la Costituzione, ha tentato di modificarla per farsi eleggere più volte in contrasto coi dettami della Carta, ha destituito i vertici militari che avevano posto un diniego verso le sue volontà autoritarie. L’Honduras si è dunque salvato da un altro piccolo Chavez, da un dittatorello in erba.

Se il colpo di stato si tradurrà in violenze, in soprusi, in arresti di massa, in omicidi, in sopressione della libertà, in una instaurazione di una dittatura militare, allora le forze in campo contro Zelaya cadranno nel più grave dei torti. Alcuni segnali non sono confortanti, ma nulla ad oggi ci indica che si arriverà a sovvertire per davvero le libertà costituzionali e la democrazia. Il presidente ad-interim ha assicurato che si voterà regolarmente, nei tempi già previsti. Ciò che forse stupisce di più, è il sostegno plateale di Obama ad un fantoccio di Chavez, ad un violatore della Costituzione, ad un bolivariano filo-socialista amico dei regimi venezuelano e cubano. Siamo dinnanzi agli “Stati Uniti all’incontrario”: pronti ad appoggiare i nemici di sempre (Ahmadinejad, Castro, Chavez) e a mostrare tiepidi rapporti con gli alleati tradizionali (Israele in primis).

Una politica saggia? O forse palesemente assurda e controproducente? Ce lo diranno le mosse future di Iran, Venezuela, e regimi anti-americani vari… che non staranno certo a guardare, e che forse si stanno già fregando le mani per i varchi paurosi aperti da Obama.

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