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La tragedia dell’Aquila e soprattutto l’osservare le reazioni ad essa,mi ha riportato alla memoria un famoso aforisma di Leonardo Sciascia,che divideva il genere umano in Uomini,Ominicchi e Quaquaraquà.

In molti altri articoli sia sul Falco,che in TV,che altrove s’è parlato e riparlato di tutto: noi qui vorremmo parlare prima di tutto degli Uomini.

Uomini sono coloro che sono partiti [gli 850 circa volontari delle squadre di Protezione Civile volontaria delle associazioni Alpini,ma anche i volontari bersaglieri,carabinieri,finanzieri,delle varie Croci (rossa,bianca,verde...), i genieri dell'Esercito,i ragazzi dell'Aquila rugby ed ovviamente Vigili del Fuoco e Protezione civile nazionale] senza chiedere nulla a nessuno,anzi spesso pagandosi di tasca propria non solo il viaggio,ma anche  gli zaini,i sacchi a pelo,i maglioni (perchè la notte ai piedi del Gran Sasso fa ancora freddo),anche perchè tutto quello che era a magazzino è servito giusto a soccorrere gli sfollati.

Uomini,ma ovviamente anche donne,che sacrificano il loro tempo,talvolta bruciandosi le ferie,per aiutare chi oggi ha la sola fortuna d’essere sopravvissuto; Uomini che magari devono anche accollarsi l’onere di vigilare che l’anziana disperata non tenti di rientare nella propria casa diroccata in cerca magari di una padella,col rischio che rimanga sotto un crollo improvviso di strutture che stanno in piedi per miracolo; Uomini che affiancano i carabinieri ed i poliziotti nella caccia agli sciacalli che cercano d’intrufolarsi nelle rovine in cerca di chissà quale bottino.

Uomini che non godono di nessuna pubblicità,che non vanno nei salotti TV a sparlare dell’Occidente per partito preso,che al più si finanziano con qualche sagra estiva del raviolo e che le raccolte fondi di Zelig manco calcolano di sostenere,Uomini la cui immagine non viene impressa sui zaini e diari,ma che non mollano lo stesso.

Uomini che nessuno o quasi lo sa,ma periodicamente si giocano il fine settimana per esercitarsi nei soccorsi,per pulire fiumi e torrenti e sottoboschi,che imparano a costruire un ponte d’emergenza con mezzi e denari che se capitassero ai Gino Strada le urla le sentirebbero su Giove.

Poi,ci sono gli ominicchi,quelli che in questo frangente si occupano,anzichè di contribuire, di polemizzare su questo e quello. Ci sarà tutto il tempo del mondo per stabilire eventuali responsabilità individuali,ora si deve cercare di far superare la notte a chi ora non ha che la propria macchina per dormire.

Infine ci sono i quaquaraquà, quelli che con centinaia di morti,con paesi interi distrutti o cmq da rifare da capo,con migliaia di persone che chiedono al governo di non fare la fine dell’Irpinia,insomma di tornare a poter pensare al domani,che fanno?   Sprecano soldi del contribuente per festeggiare il record di ascolti oppure passano ore in cerca di uno che si lamenti perchè non trova la bottiglia d’acqua alla temperatura giusta ( e con la situazione che c’è e volete che non si trovi quello che si lagna a prescindere?).

Questa è la vera pornografia,la pornografia della miseria umana,di chi non riesce a pensare ad altro,di fronte alle case crollate ed alla disperazione della gente che a seguire il proprio demone.

Se proprio non  riuscite a cogliere l’essenza del momento,se proprio vi è impossibile dedicare 2 parole di ringraziamento a chi magari quest’estate starà a casa perchè per aiutare gli aquilani sfollati si sta bruciando le ferie,mandate in onda qualche vecchio film di Selen o Eva Henger.  La gente si scandalizzerà molto meno.

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