L’annuncio tanto atteso, e tanto temuto, è giunto: secondo gli alti vertici militari statunitensi l’Iran “ha abbastanza materiale per realizzare la bomba atomica”. A riferirlo è l’ammiraglio Mike Mullen, comandante dello stato maggiore interforze americano. Questa dichiarazione può incendiare, se effettivamente verificata -ma non ci sono dubbi sulle capacità e sui tentativi iraniani di costruire l’arma nucleare- l’intera regione del Medio Oriente, già sfiancata dal pluridecennale conflitto arabo-israeliano. E’ facile infatti ipotizzare una pronta e massiccia risposta israeliana nei confronti della tirannia teocratica iraniana, per impedire qualsiasi ulteriore avanzamento del programma atomico, o peggio la concreta realizzazione di un’arma capace di spazzare via dalla faccia della terra Israele con tutti i suoi abitanti. La minaccia per lo Stato ebraico è letale, e la nuova dirigenza governativa guidata dal leader del Likud Benjamin Nethanyau non potrà permettersi alcuno sbaglio o sottovalutazione del nemico.
In realtà, è probabile che per lo scoppio del “conflitto finale” sia necessario attendere l’esito delle elezioni Presidenziali in Iran, previste per il mese di giugno 2009. A sfidarsi saranno l’attuale Presidente Mahmud Ahmadinejad, a capo dell’ala più radicale, fanatica ed oltranzista, ed il leader riformista Mohammad Khatami, più moderato e conciliante nei confronti delle profferte di dialogo da parte dell’Occidente e della stessa Amministrazione americana. In caso di riconferma di Ahmadinejad, con un proseguio del programma nucleare senza controlli da parte degli organismi ONU, Israele sarà costretta a rispondere con durezza per eliminare il più grande pericolo alla sua esistenza, e porre fine ad ogni ulteriore velleità iraniana. Il 2009 sarà l’anno della guerra definitiva fra Israele, Hezbollah, Hamas ed Iran? Non è possibile fornire una risposta certa, ma è anche vero che con questo annuncio la situazione si complica, e non di poco. Una sola cosa è sicura, infatti: lo Stato ebraico non permetterà mai che una nazione nemica si doti di un armamento dalle potenzialità così devastanti. E lo stesso dicasi per gli Stati Uniti.