Nonostante l’articolato parere negativo del Presidente della Repubblica, il Consiglio dei Ministri presieduto dall’On. Silvio Berlusconi ha approvato pochi minuti fa, all’unanimità, il Decreto che impedisce l’omicidio di Eluana Englaro, imponendo la somministrazione al paziente dell’alimentazione minima per la soppravvivenza. Da quanto si apprende da fonti governative, il Decreto servirebbe a garantire un esame approfondito da parte del Parlamento sulla legge del testamento biologico, senza permettere una accelerazione degli eventi, ovvero l’esecuzione della sentenza che in termini pratici toglie la vita alla ragazza in coma vegetativo permanente da 17 anni. Berlusconi in merito all’emanazione di questo atto ha dichiarato: “andiamo avanti, siamo nel giusto”. E’ questa una notizia che ci riempie di grande gioia e di soddisfazione, anche se non è ancora detta l’ultima parola: Napolitano opporrà ancora il suo veto? E’ palese il rischio di un clamoroso conflitto istituzionale, se il Quirinale dovesse rifiutare la propria firma. Politicamente parlando, torna l’annosa questione del ruolo del Presidente della Repubblica. Egli può, o deve controfirmare? Se l’atto è pienamente sotto la responsabilità del potere esecutivo, perchè negare questa firma? Può il Quirinale sindacare sui Decreti-Legge consapevole che è nella potestà del Parlamento sovrano l’approvazione o meno, e che solo poi il PdR può rinviare una legge se gli sembra contraria alla Costituzione? E’ poi manifestamente incostituzionale un decreto siffatto, che delinea sì in modo brutale l’obbligo di alimentazione minima del paziente, ma che -da quanto si legge- è chiaramente dettato da una precisa scelta politica, discutibile fin che si vuole, ma certo non contraria in modo evidente alla Carta?

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*AGGIORNAMENTO*  Si profila un durissimo scontro istituzionale fra Governo e Quirinale. In conferenza stampa il Presidente del Consiglio Berlusconi è stato molto chiaro: è l’esecutivo che decide di emanare i decreti-legge, sotto la sua piena responsabilità, e quindi Napolitano non può che firmare. In caso contrario -secondo il Cavaliere- sarebbe necessaria una immediata riunione del Parlamento per approvare in 2-3 giorni una legge dall’identico contenuto. Cosa farà ora Napolitano? Insisterà nel suo diniego?

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