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You Are Here: Home » economia e società » La crisi economica è davvero un male?

E’ notizia delle ultime ore che  Il prodotto nazionale lordo statunitense nel terzo trimestre ha segnato una contrazione dello 0,5%, contro -0,3% della prima stima. Sempre nel terzo trimestre i consumi dei cittadini statunitensi hanno registrato una brusca frenata del 3,7%, la maggiore contrazione dal lontano 1980, quando l’allora presidente Jimmy Carter impose dei controlli in materia creditizia.
Mi chiedo, ma è davvero un male tutto ciò? La crisi è davvero una catastrofe?   Ci si lamenta di un PIL che non cresce anche in Italia, ma perchè mai dovrebbe continuare a crescere?  In realtà il calo del PIL è un semplice effetto di mercato, e neppure tra i più catastrofici .

Negli USA si produceva più di quanto si potesse consumare, non diversamente da quanto accadeva e continua ad accadere  in Europa . Tanta merce resta ogni giorno invenduta in tutto il globo, e oggi il principale problema di ogni nazione è costituito dallo smaltimento dei rifiuti, divenuto insostenibile.  Negli ultimi decenni, soprattutto negli USA, i consumi erano cresciuti a dismisura a causa del proliferare di acquisti pressochè inutili, o  quanto meno futili .  Va riconosciuto che se fosse continuato questo tread il globo si sarebbe trasformato in un’ enorme pattumiera per prodotti rifiutati dal mercato  e  per quelli consumati in eccesso dagli individui .   Se cala il PIL evidentemente  è perchè è calata  la domanda di prodotti di consumo. Ci saranno  di conseguenza anche  meno rifiuti in circolazione,  e persino un risparmio sul fronte energetico, che oggi  è una vera mannaia pendente sulle teste di tanti paesi, che  dispongono di risorse energetiche insufficienti, e fanno pagare a prezzo d’oro l’energia ai loro cittadini.

Tanto sicuri che se il PIL cala è un dramma? E’ strettamente necessario avere 3 cellulari a testa come avviene  oggi, o andare tutti in palestra o acquistare 3 pantaloni quando ne bastano due?  Si produrranno meno cellulari, meno pantaloni, si avranno meno iscrizioni in palestra. E allora dove sta la tragedia ? Fino agli anni settanta non si è forse vissuto anche senza tutti questi beni che oggi sembrano indispensabili?  L’uomo non morirà senza avere due cellulari in tasca o senza un auricolare di ultima generazione, imparerà a farne a meno se non potrà permetterseli.  Negli Stati Uniti fino a poco fà ci si indebitava perfino per iscriversi in palestra,  si era perso il senso del risparmio, si acquistava senza avere i soldi in tasca, contraendo debiti come se fossero caramelle. Gli americani, in soldoni, non sapevano più cosa fosse l’Economia,  acquistavano tantissimo finanziandolo non con i propri soldi ma facendo ricorso al credito.  Da ora in avanti probabilmente non sarà così, cambieranno tante cose .. E’ la pura legge del mercato, e per quanto spietata sia è la migliore esistente. La grande crisi sta insegnando al mondo non che il libero mercato ha fallito , ma anzi che si prende sempre le proprie rivincite. E quando  l’imprenditore vuole produrre troppo, o  quando  il consumatore  spende troppo pur senza averne la disponibilità monetaria, allora  ecco che arriva il mercato a ricordare come i soldi vanno investiti e come vanno spesi, e ad evidenziare  a tutti che l’economia non può espandersi per sempre. Può anche restringersi se il mercato lo richiede o impone. Mai fare il passo più lungo della gamba,  prima o poi si cade a terra e ci si rompe le costole.

scritto da Liberlex per Falcodestro Aggregator

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1 Comment

  1. perplesso says:

    tanto per fare un altro esempio,il calo dell’indice euribor su cui si calcolano le rate dei mutui a tasso variabile dovrebbe allentare un bel pò il cappio attorno al collo di chi deve pagare il mensile per la casa….

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