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You Are Here: Home » sport e telefonia » 10^ giornata di Serie A: Milan in testa tra le polemiche.

Con la vittoria contro il Napoli ieri sera a San Siro, il Milan vola in testa alla classifica, scalzando dopo 4 anni i cugini nerazzurri. La partita di ieri sera ha lasciato il solito strascico polemico a causa dell’arbitraggio di Rocchi.

Effettivamente la compagine partenopea ha di che recriminare perchè, fino alla discutibile espulsione di Maggio al 43′ del primo tempo, aveva tenuto molto bene il campo con un Lavezzi scatenato e il centrocampo che aveva dato molto filo da torcere a Seedorf e compagni.

Specie nel primo tempo il Milan, molto sbilanciato con Kakà, Ronaldinho e Borriello aveva creato si qualche occasione ma non riusciva a mettere in seria difficoltà un Napoli molto ben messo in campo da Reja, che aveva in Lavezzi e Denis due giocatori capaci di stare alti e di impegnare a fondo Bonera e Favalli oltre a  Blasi, Gargano, Hamsik e Maggio che raddoppiavano continuamente a centrocampo, dove solo la grinta di Ringhio Gattuso sopperiva ad un Ambrosini abbastanza opaco e un Seedorf buono nell’impostare, un po’ meno nell’interdire.

La decisione di espellere Maggio non è stato un errore marchiano da parte di Rocchi, perchè il laterale napoletano, già ammonito, franava su Jankulovski lanciato a rete: l’inevitabile cartellino rosso destava polemiche più perchè Ambrosini, per tutto il primo tempo, aveva commesso falli non proprio veniali e veniva ammonito solo dopo il terzo di questi e nel secondo tempo risultava macroscopica la mancata ammonizione, e ci stava anche il rosso, di Ronaldinho che entrava in scivolata in netto ritardo su Santacroce, che veniva sostituito da Pazienza non essendo più in grado di continuare il gioco.

L’inferiorità numerica ha influito molto sulla partita anche se il Napoli ha giocato organizzato anche in 10 ed ha capitolato solo su una sfortunata deviazione di testa di Denis a 3′ dalla fine su punizione di Ronaldinho, dopo che Kakà prima aveva preso il palo con un diagonale di destro e aveva fallito un rigore - splendida la parata di Iezzo con la mano di richiamo - concesso dall’arbitro Rocchi, a seguito di segnalazione del suo collaboratore di linea, per un fallo di mano di Pazienza su cross dalla destra dello stesso Kakà.

Il Napoli può recriminare ma, nonostante la sconfitta, esce da San Siro ancor più consapevole delle sue possibilità perchè finquando era in costanza di parità numerica, ha giocato ad armi pari con il Milan, creando anche delle occasioni da gol per passare in vantaggio.

Se il posticipo è stato gradevole le partite del pomeriggio hanno regalato spunti notevoli di discussione: si è conclusa in pareggio il match clou del Friuli tra Udinese e Genoa. Le due squadre hanno dato vita ad una gara intensa e spettacolare, dove le giocate di Milito e Sculli per il Genoa e Quagliarella e D’Agostino hanno deliziato il palato dei tifosi friulani, che cominciano ad abituarsi a partite di alta classifica. Da sottolineare la prestazione di Handanovic, portiere dell’Udinese, che ha avuto una maturazione importante e la partita di Thiago Motta che sembra essersi ripreso pienamente dal brutto infortunio che lo aveva fermato all’Atletico Madrid e che, insieme a Juric  forma una coppia centrale solidissima, indispensabile nella disposizione tattica adottata da Mister Gasperini.

Vince anche la Lazio grazie ad un gol di Foggia all’85′ su invenzione di Zarate, su un Catania schierato da un polemico Zenga in modo troppo rinunciatario. Il tridente laziale non ha entusiasmato, Zarate è devastante se parte da lontano ma è apparso un doppione di Rocchi, ancora non in condizione ottimale, con il risultato di lasciare a volte Pandev troppo ai limiti del gioco. Ben ha fatto Delio Rossi con le sostituzioni, incamerando tre punti che lanciano la squadra biancoceleste al quarto posto solitario in classifica.

Crolla, per l’ennesima volta in questa stagione, la Fiorentina di Prandelli, che perde il derby toscano con il Siena di Giampaolo, grazie ad un gol di testa di Kharja su calcio d’angolo battuto da Galloppa. Senza Gilardino a finalizzare, la squadra viola ha stentato parecchio nelle ultime due giornate e mercoledì dovrà affrontare la sfida decisiva in Champions League contro il Bayern Monaco al Franchi. Prandelli avrà di che lavorare, specie sotto il profilo psicologico, su una squadra troppo altalenante nelle prestazioni.

Nella zona bassa grande riscatto del Cagliari che con un sonante 5-1 travolge il Bologna di un sempre più traballante Arrigoni: Cossu, Acquafresca e Jeda frantumano la fragile compagine felsinea che si era trovata sorprendentemente in vantaggio al 19′ del primo tempo con un gran gol di Di Vaio da fuori area. Allegri, mai messo in discussione da Cellino, può contare su una rosa molto giovane, con un Cossu che sta confermando le buone prestazioni dello scorso anno, un Conti che sta letteralmente guidando il centrocampo della squadra sarda e attaccanti come Jeda, Acquafresca e Matri che stanno finora fornendo delle prestazioni discrete. Il Bologna sta subendo oltre misura il peso degli infortuni ma Arrigoni pare non avere più quella capacità di risollevare la squadra che, se nelle altre partite perse non si era mai arresa, ieri dopo il 2-1 è crollata, permettendo agli attaccanti sardi di maramaldeggiare.

Il Palermo di Ballardini si conferma ancora al Renzo Barbera come una squadra spettacolo, travolgendo il Chievo di uno sfortunato Iachini per 3-0: il risultato non inganni, gli scaligeri sono stati in partita fino all’ultimo, colpendo il palo prima con Pellissier e poi la traversa con Boghdani, che ha fallito clamorosamente un altro gol di testa a Fontana spiazzato. Sorpresa e applausi per il danese under21 Kjaer, che prima ha procurato il rigore trasformato da Miccoli e poi è andato a segnare di testa su angolo dello stesso Miccoli. Unico neo, l’espulsione di Bresciano, autore di due brutti falli a centrocampo. Iachini ha di che ricriminare: il Chievo ha avuto quattro limpide occasioni da goal che solo per la cattiva vena degli attaccanti non si sono tramutate in goal.

Finisce in pareggio la sfida degli Azzurri d’Italia di Bergamo tra Atalanta e Lecce, con i salentini che hanno avuto l’occasione per passare in vantaggio, clamorosamente sbagliata da Tiribocchi. Proteste vibranti di Urbano Cairo, presidente del Torino, dopo la partita persa dai granata contro la Sampdoria grazie ad un eurogol di tacco di Bellucci. Ayroldi di Molfetta a metà del secondo tempo annulla un gol validissimo ad Amoruso, colpito da un rinvio di Pieri, su segnalazione del suo assistente di linea. Vibranti proteste in campo e in conferenza stampa, dopo che, come faceva notare il presidente del Torino, la squadra ha dovuto subire il terzo episodio sfavorevole, sempre sul risultato di 0-0. Nel dopopartita il Dg blucerchiato Marotta ha proposto un tavolo tecnico tra Dirigenti e Quadri Federali, per trovare una soluzione che però appare alquanto difficile perchè, a parere di chi scrive, troppo basso è il livello tecnico arbitrale per poter pensare di risolvere tutto con un tavolo tecnico.

La Serie A tornerà il 9/11con un’altra partita di cartello: Inter – Udinese, con i friulani chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere finora e l’Inter di Mourinho a cercare di riacciuffare i cugini capoclassifica, chiudono le altre partite in programma Bologna – Roma, Catania – Cagliari, Chievo – Juventus, Fiorentina – Atalanta, Genoa – Reggina, Lazio – Siena, Lecce – Milan, Napoli – Sampdoria, Torino – Palermo.

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