Il Presidente francese Nicolas Sarkozy, con una decisione alquanto discutibile, ha negato l’estradizione in Italia della terrorista-brigatista Marina Petrella, già condannata all’ergastolo per il processo Moro-ter (si veda: http://www.repubblica.it/2008/06/sez…radizione.html )
La motivazione espressa dall’inquilino dell’Eliseo sembra, all’apparenza, quasi giustificabile. La Petrella è ammalata (almeno, così viene affermato, ma non sappiamo con precisione le sue reali condizioni), il carcere forse sarebbe fin troppo duro per una persona in simili condizioni: la pietà non si nega a nessuno, no?
Eppure, la stessa “pietà” che oggi viene concessa alla brigatista, non si sa neppure quanto sinceramente pentita, è stata negata alle vittime del terrore rosso, che oggi devono prendere atto della “giustizia negata”.
Sarkozy commette l’errore di seguire le orme di Mitterrand, di fare della Francia una sorta di rifugo per tutti coloro che qui, nel nostro paese, si sono macchiati di fatti di sangue esecrabili.
Il piccolo paradiso francese per anni ha protetto sostanzialmente decine di terroristi, condannati per reati abominevoli. Le vittime hanno sofferto, e continuano a soffrire, per la mancata punizione, per questa giustizia “diversa”, che non arriva al suo compimento naturale.
Marina Petrella sarà forse molto contenta e soddisfatta; noi no, e solidarizziamo, nel nostro piccolo, con i parenti degli innocenti. La loro morte non è vana: noi siamo qui, consapevoli dell’alto sacrificio compiuto.

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FalcoConservatore

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