…ma forse,e sottolineo il forse,tutto l’apparato bellico-mediatico allestito per il trionfo della rockstar democratica sta avendo quell’effetto inverso che si stava disperando avvenisse: il popolo del GOP pare ribellarsi alla fine già scritta dai mainstreammedia e il distacco (che varia da istituto ad istituto) tra Obama e McCain si riduce,tendendo a quel famoso “too close to call” che potrebbe riservare la più grossa sorpresa degli ultimi anni.
Ebbene si, perchè non tanto la campagna repubblicana, sempre deficitaria (circostanza che sul Falco denunciamo da tempo), quanto la supponenza di chi si crede già vincitore sta provocando non solo l’orgoglio dell’elettorato GOP, ma anche la reazione indignita dell’elettorato indeciso.
Da cosa deduciamo ciò? Dal fatto che i comizi dei democratici si stanno stranamente concentrando in zone come la Pennsylvania e la Virginia, dove fino a poco tempo fa sembrava che Obama stesse in una botte di ferro.
Nelle ultime 3 settimane, generalmente, i 2 candidati concentrano i loro sforzi sulle zone della Nazione dove il voto è assolutamente incerto. E se prima Obama, poi Biden, poi anche Bill Clinton si spendono tra Philadelphia e dintorni,vuol dire che sanno che non possono trascurare o dare per scontato il voto colà.
Il megaspottone da milioni di dollari dell’altra sera al momento pare essere stato se non deleterio, almeno inutile, nel senso che stare a sentire Obama che se la canta e se la suona da solo,non ha intenerito il cuore degli elettori,che anzi,cominciano a chiedersi se sotto la grancassa mediatica glorificante ed agiografica ci sia sotto qualcosa di cui sospettare.
E qui vorrei sintetizzare il discorso che avrei voluto fare tempo fa sul caso di Joe l’idraulico. Tralasciamo il fatto che quest’uomo sta approfittando della popolarità improvvisa che gli è cascata in testa, assumendo un agente e chiedendo soldi per una comparsata in video: alzi la mano chi,tra di noi e di voi, facendo un lavoro duro e spesso malpagato,non cercherebbe di monetizzare questo momento per mettere da parte un pò di fieno in cascina….
Il significato del caso Joe è un altro: quest’uomo, con un paio di semplicissime domande,ha forse messo anudo il re. E oggi gli americani cominciano a chiedersi se un’amministrazione Obama non significhi una stretta fiscale (il fatto che sia la rockstar che il suo vice che Clinton si spolmonino per dire che “non saranno alzate le tasse sopra i 250.000 dollari” significa 2 cose: 1-che allora ai redditi alti le tasse le alzeranno; 2-che chi,come Joe,vorrebbe investire i propri risparmi,o chiedere un finanziamento, per mettere in piedi un’azienda,forse dovrebbe pensarci su 2 volte), cosa che in una situazione drammatica come quella dell’economia americana equivarebbe a ficcare una palla da tennis in gola ad un uomo che sta affogando.
E ricordando anche come andarono le cose per l’approvazione del piano Paulson, significa che innanzitutto gli americani non sono cambiati,continanuano a credere nel merito,nella libertà d’impresa e nel non interventismo statale in economia.
E allora rammentiamo sempre che il voto di martedì sarà deciso dalla capacità che i 2 candidati avranno mostrato di fronteggiare la crisi economica, più che da qualsiasi altro argomento.
John McCain tenga bene a mente questa cosa e, per quel poco che resta, si ricordi della tradizione del partito repubblicano: garantisca che i vari Joe l’idraulico d’america potranno seguitare ad intraprendere, senza temere di venire investiti da uno tsunami di tasse.
Vorrei McCain presidente, anche solo per vedere la faccia di Colin Powell…
speriamo sia come dici tu, ovvero che quello che succederà martedì sarà deciso da quello che i due hanno detto (e fatto) sulla crisi economica, e non dalla impressionante serie di endorsement di attori, cantanti, saltimbanchi vari per il Messia.
beh,se ben ci pensate,tutta Hollywood s’era spesa anche per Gore nel 2000 e per Kerry nel 2004,quindi da quel punto di vista nulla di nuovo. e tutto sommato se ci pensate bene,anche qui in Italia cinema,musica e radio sono perlopiù schierati a sinistra, eppure….
“IL NUOVO SOGNO AMERICANO”
ne parlo nel mio blog.
angelo d’amore